PESCINA · SEGGIANO · MONTE AMIATA · DAL 1890

LA SCOTTIGLIA DI PESCINA PAT

La nostra storia. Il nostro piatto. Dal 1890.

L’INIZIO DI TUTTO

La Finestra che racconta tutto

C’è una finestra, alla Locanda La Scottiglia, che racconta tutto.
Era il 1971. Si stava ristrutturando la sala da pranzo, si abbatteva l’intonaco vecchio, si apriva un’apertura più grande verso la vallata a ovest. E lì, sotto decenni di calce, è riemersa un’insegna dipinta: “Antica Locanda Da Momo”. Il nome originale. L’inizio di tutto.
Quella finestra guarda ancora oggi sullo stesso paesaggio: le vigne e gli olivi di Seggiano e di Montalcino, poi la Val d’Orcia che si distende verso la Maremma e ogni sera, quel tramonto che non ci stanchiamo mai di guardare.

DAL 1890

I viandanti del Monte Amiata

La storia inizia nel 1890, a Pescina, una piccola frazione di Seggiano, sul Monte Amiata. Qui la famiglia aprì la locanda “Da Momo” per accogliere i viandanti che dalla Val d’Orcia salivano verso il vulcano spento.
Il nonno Delio raccontava che, quando arrivavano i viandanti che volevano dormire, la famiglia cedeva loro la propria stanza e si arrangiava altrove. L’ospitalità non era un servizio. Era una scelta.

“L’ospitalità non era un servizio. Era una scelta.”

IL NOSTRO PIATTO

Il piatto di questo posto preciso

C’è un piatto che non appartiene alla Toscana in generale, né alla Maremma in senso ampio. Appartiene a un posto preciso: Pescina.
La Scottiglia di Pescina nasce nelle case del paese, non in una cucina sola, ma in tutte. Era il piatto della domenica, della festa, del lavoro. Quando gli uomini partivano per tagliare il bosco in Maremma, portavano la Scottiglia avanzata: era buona anche il giorno dopo, dava energia, resisteva al freddo e alla fatica.

LA RICETTA

Da Zì Palmira a Fabio

C’è un piatto che non appartiene alla Toscana in generale, né alla Maremma in senso ampio. Appartiene a un posto preciso: Pescina.
La Scottiglia di Pescina nasce nelle case del paese, non in una cucina sola, ma in tutte. Era il piatto della domenica, della festa, del lavoro. Quando gli uomini partivano per tagliare il bosco in Maremma, portavano la Scottiglia avanzata: era buona anche il giorno dopo, dava energia, resisteva al freddo e alla fatica.

Prodotto Agroalimentare Tradizionale PAT

Il Ministero delle Politiche Agricole italiano ha inserito la Scottiglia di Pescina nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, il riconoscimento ufficiale dello Stato per quei cibi che hanno una storia, un’identità geografica precisa e una ricetta consolidata nel tempo. Noi non siamo solo un ristorante che la serve. Siamo i suoi custodi certificati.

LA CUCINA

Adina, cinquant’anni ai fornelli

Adina, la nonna di Massimo e Fabio, è stata in cucina per quasi cinquant’anni. Era una chioccia: generosa, buona, sempre ai fornelli. Chi la ricorda, la ricorda con le mani nella pasta, i tortelli, soprattutto. Non c’è stato un giorno in cui quella cucina sia rimasta vuota finché c’è stata lei. Ha tenuto insieme la locanda con la stessa naturalezza con cui teneva insieme la famiglia.

LA SALA

Noemi, non le sfuggiva nulla

In sala, per quasi cinquant’anni, c’è stata Noemi, la mamma di Massimo. Gentile, premurosa, e con un dono raro: non le sfuggiva nulla. Dalla colazione alla chiusura, dalla sala alla contabilità, Noemi faceva tutto. Gli ospiti la ricordano ancora oggi, perché quando entravi alla Locanda La Scottiglia, era lei la prima persona che ti faceva sentire a casa.

LA FAMIGLIA

Iris e zia Vanna

Iris, la mamma di Fabio, insegnante di professione, nei weekend e d’estate non mancava mai di mettere le mani in pasta. È stata lei a trasmettere a Fabio l’amore per quella cucina, non come un mestiere, ma come qualcosa che si porta dentro.
E poi c’è Zia Vanna, la zia di Fabio e Massimo, ma un po’ la zia di tutti. Anche lei ha sempre avuto un altro lavoro, ma non ha mai smesso di dare una mano a Noemi in sala. E ancora oggi è lì, accanto a Massimo e Fabio. In una locanda di famiglia, c’è sempre qualcuno che non compare sull’insegna ma senza il quale niente sarebbe lo stesso. Vanna è quella persona.

“La struttura non ha mai cambiato famiglia. La cucina non ha mai cambiato identità.”

QUINTA GENERAZIONE

Massimo e Fabio

Oggi la locanda si chiama Locanda La Scottiglia. Massimo e Fabio, cugini, quinta generazione, la portano avanti con la stessa naturalezza con cui i loro nonni accoglievano i viandanti. Massimo in sala, come Noemi prima di lui. Fabio in cucina, con Rajaa accanto, come Adina e Iris prima di loro.
Il territorio intorno, le vigne, gli olivi, il bosco, le stagioni, quel tramonto ad ovest, non ha mai smesso di essere la nostra dispensa e la nostra ispirazione.

Quando Fabio porta la Scottiglia in tavola, non sta servendo un piatto tipico. Sta portando Pescina nel piatto.

Nati locanda. Rimasti locanda.